Contatti di Stampa
SISU News Center, Office of Communications and Public Affairs
Tel : +86 (21) 3537 2378
Email : news@shisu.edu.cn
Address :550 Dalian Road (W), Shanghai 200083, China
Notizie Relative
Dall’antica Roma alla Festa della Repubblica italiana
15 June 2026 | By itadmin | SISU
Il 2 giugno in Italia si celebra la Festa della Repubblica. Tutti conoscono grandi eroi repubblicani come Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi. Ma l’amore per la Repubblica non nasce nel 1946. È molto più antico. Per capirlo dobbiamo andare indietro nel tempo, fino all’antica Roma.

Cosa significa “Repubblica”?
La parola “repubblica” viene dal latino res publica, che significa “cosa pubblica”, cioè “ciò che appartiene a tutti i cittadini”, non a un solo uomo. Nella Roma repubblicana (509 a.C. – 27 a.C.), il potere era condiviso: c’erano i senatori, i magistrati e le assemblee del popolo. Nessuno governava da solo.
Ma tutto cambiò nel I secolo a.C. Tra il 49 a.C. e il 45 a.C. ci fu una guerra civile. Giulio Cesare sconfisse i suoi nemici e divenne il padrone assoluto di Roma. Nel 27 a.C. iniziò ufficialmente l’Impero Romano: il potere tornava a una sola persona, l’imperatore.
Catone l’Uticense: un uomo che non si arrese

Busto di Catone giovane, I sec., Museo della Storia e delle Civiltà di Rabat (Marocco)
In quel periodo visse Marco Porcio Catone (95 a.C. – 46 a.C.), chiamato l’Uticense perché morì a Utica, una città dell’attuale Tunisia, nel Nord Africa. Catone era un convinto difensore della res pubblica. Quando vide che la repubblica stava morendo e che Cesare stava prendendo tutto il potere, non volle tradire i suoi ideali.
Dopo la battaglia di Tapso (46 a.C.), Catone capì che la repubblica non sarebbe più tornata. Piuttosto che vivere in un sistema politico che non riconosceva, decise di togliersi la vita. Per lui, la fedeltà alla res publica era più importante della vita stessa.

La morte di Catone (1640), Assereto Gioacchino, Musei di Strada Nuova, Genova

Catone (1660-80), Giovanni Battista Langetti, Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo (Russia)
Forse questo gesto ci ricorda qualcuno. Nella cultura cinese, Qu Yuan 屈原 (340 a.C. – 278 a.C.) si suicidò nel fiume Miluo quando vide il suo regno cadere- Anche lui scelse la morte piuttosto che tradire i suoi ideali. Due storie lontane, ma simili: in Oriente e in Occidente, l’amore per la propria patria e i propri ideali può avere gesti simili.
Dante e il custode del Purgatorio
Ma perché parliamo di Catone in un corso di italiano? Perché Dante Alighieri, nella Divina Commedia, lo colloca in un posto importantissimo: il Purgatorio. Catone è il guardiano dell’ingresso, una specie di portinaio sacro. Solo dopo aver incontrato Catone, Dante può iniziare la sua salita verso il Paradiso.

Perché proprio Catone? Dante sapeva che Catone era pagano (non cristiano) e che si era ucciso. Secondo la morale cristiana, il suicidio è sbagliato. E secondo la legge del contrappasso, Catone dovrebbe trovarsi all’Inferno Invece, Dante lo mette in una posizione d’onore. Catone ha dedicato tutta la sua vita alla res publica, alla libertà e alla partecipazione politica. Per questo merita rispetto secondo Dante.
Nel primo canto del Purgatorio, Catone appare come un vecchio severo, con lunghi capelli bianchi e barba. Prima rimprovera Dante, poi lo lascia passare, chiedendo solo che si lavi il viso e si cinga con un giunco, simbolo di umiltà.

L’incontro di Dante e Virgilio con Cantone, Miniatura tratta dalla Divina Commedia, Biblioteca Apostolica Vaticana
(Virgilio, in abito giallo con mantello rosa e cappuccio rosso, ha la mano destra sulla spalla di Dante che, in abito blu, si inchina verso Catone).
Una festa con radici antiche
Oggi, quando festeggiamo il 2 giugno, ricordiamo il voto degli italiani del 1946. Ma le radici di questa festa sono molto profonde. Già duemila anni fa, Catone insegnava che la res publica – la “cosa pubblica” – merita il massimo rispetto. E Dante, sette secoli fa, lo ha riconosciuto rendendolo custode del Purgatorio anche se Catone non era un santo, non era un cristiano. Perché? Perché Dante credeva che l’amore sincero per la giustizia e per la “cosa pubblica” fosse già un primo passo verso la luce, verso il miglioramento di sé stessi, verso la costruzione di una società armoniosa. Forse anche nella cultura cinese ci sono figure simili: Qu Yuan, che, come Catone, scelse la morte piuttosto che tradire i propri ideali. Due mondi lontani, due storie che si incontrano.
Contatti di Stampa
SISU News Center, Office of Communications and Public Affairs
Tel : +86 (21) 3537 2378
Email : news@shisu.edu.cn
Address :550 Dalian Road (W), Shanghai 200083, China
